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Cresciuto, quindi, in un nucleo familiare prettamente femminile, il giovane Tony si dedica all’arte e in particolare alla recitazione, frequentando i corsi del canale TVB. Nel 1982, trova lavoro in alcune trasmissioni televisive e alcuni telefilm (Wut li ksap jat, 1982), diventando in brevissimo tempo un volto molto popolare per Hong Kong.Il debutto cinematografico avviene proprio in quegli anni, quando James Fargo lo sceglie per recitare una piccola parte nel film con Chuck Norris Vendetta a Hong Kong (1982). Incoraggiato a proseguire questo cammino dall’amico attore Stephen Chow, che aveva lavorato e studiato recitazione con lui al canale TVB, Tony si impone velocemente come uno degli attori più quotati dello Star System asiatico costituito, allora, da: Simon Yam, Chow Yun Fat, Anita Mui, Sammo Hung Kam Bo, Leslie Cheung, Andy Lau, Jackie Chan, Qi Shu, ma soprattutto Maggie Cheung con la quale lavorerà così spesso da essere definiti l’Humphrey Bogart e la Lauren Bacall del cinema cinese.Dopo molte serie televisive, nelle quali si mette in luce come interprete di antieroi e ribelli, ormai all’apice del successo nazionale, conosce Margie Tsang con la quale instaurerà una lunga relazione amorosa della durata di 4 anni, fra alti e bassi, conclusasi definitivamente nel 1989, anno in cui diverrà compagno dell’attrice Carina Lau.Particolarmente apprezzato da John Woo, reciterà per lui nell’hard boiled Bullet in the Head (1990), Lat sau san taam (1992) e Red Cliff (2008), ma di particolare e più importanza sarà il legame artistico on il regista Wong Kar wai che o dirigerà in A Fei zheng chuan (1991), Ashes of Time (1994), il bellissimo e dinamico Hong Kong Express (1994), l’intenso Happy Together (1997), ma soprattutto In the Mood for Love (2000) grazie al quale vincerà la Palma d’Oro a Cannes come miglior attore e nel suo seguito 2046 (2004).Senza contare la brillante interpretazione poliziesca che ha saputo offrire nella serie di pellicole di Lau Wai keung e Mak Fai Siu Infernal Affairs, nonché quella più cavalleresca in Hero (2002) di Zhang Yimou, con Jet Li e ancora Maggie Cheung, nel quale interpreta un possente guerriero.

Piace ai patiti della storia del rock, piace ai numerosi fans del gotha del glam rock (David Bowie, Iggy Pop e Lou Reed), piace ai lettori di Oscar Wilde (che ritrovano in alcune battute del film i suoi aforismi e la sua investitura a padre spirituale di questo movimento musicale), piace alla comunità LGBT che ne apprezza l’ambiguità e i temi della sperimentazione sessuale in un’epoca in cui essere bisessuali era quasi una moda e i teenagers omosessuali trovavano una vita di fuga dal conformismo etero attraverso la musica. Velvet Goldmine, che ha non pochi tributi per struttura al capolavoro Quarto potere di Orson Welles, segue un giornalista britannico (Bale) che si inoltra nel passato mondo del glam rock Anni Settanta, trovando musicisti come il cantante androgino di boa vestito Brian Slade (Rhys Meyers), che si esibisce con il suo alter ego Maxwell Demon (una sorta di incarnazione di Bowie ai tempi di “Ziggy Stardust”), e come Curt Wild (McGregor) che invece è una versione di Iggy Pop. Fra miti, verità, sessualità (i due rocker nel film hanno una relazione che assomiglia non poco a quella raccontata da certi pettegolezzi che volevano Lou Reed assieme a David Bowie), decadenza, morte, fuga dalle scene, si attraversano tutte le fasi principali di un movimento che poi ha portò, negli Anni Novanta, a un ripristino dello stereotipo della pop star eterosessuale.

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