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Massimo Di Cataldo è il secondo concorrente ad esibirsi nel corso di questa seconda puntata di Ora o mai più. Una prova difficile quella di questa sera anche se Amadeus tiene a sottolineare quanto sia stato bravo nel corso della prima puntata. Questa sera si inizia col duetto con la sua coach, Patty Pravo, sulle note de “Il paradiso”.

Il fotografo Koji ed il suo amico Shoichi , che è andato a soccorrerlo dopo un atterraggio di fortuna su un’isola, non credono ai loro occhi quando improvvisamente si trovano ad assistere ad una furibonda lotta fra due giganteschi animali preistorici, e fanno appena in tempo a fotografarli prima di vederli precipitare in mare. Le fotografie vengono sviluppate e consegnate al dottor Ymane che non esita a pronosticare il pericolo: le due creature un esemplare di Godzilla ed un Ankilosauro ribattezzato Angilas potrebbero, nuotando, avvicinarsi ad Osaka . Manco a dirlo, la previsione si avvera.

Eric Bana è Huck ed è molto abile nel tracciare il profilo del giocatore, soprattutto al tavolo verde quando, di fronte al padre (Robert Duvall), perde le staffe e la faccia da poker. La scintillante Las Vegas, ripulita dagli omicidi di CSI, è catturata con efficienza dalla fotografia di Peter Deming (Mulholland Drive) che la trasforma in una cartolina per turisti con la febbre del gioco. Il meccanismo complessivo del film, appassionante nella struttura e divertente nei dialoghi, si inceppa solo di fronte all’aspetto romantico della trama.

Oppliger, Martin Rahn, Albert Scherer, Peter J. Westerkamp, Christoph Ziegenfuss, George Ziegenfuss, Gile O. Bump, Frank H. E due anni più tardi, basandosi sui testi di Heinrich Harrer (un alpinista austriaco che ha vissuto a stretto contatto con il Dalai Lama del 1939), realizza Sette anni in Tibet, forse una delle sue pellicole più fastose e illustri, piene di dettagli e di spiegazioni su una cultura nazionale che è ancora minacciata dal governo cinese. Purtroppo, proprio per questa pellicola, non sarà più il benvoluto in Cina, che muterà il suo parere sul regista solo in seguito. Con Il nemico alle porte (2001), raggiunge un apice stilistico finora mai toccato.

La pellicola fu presto terminata, ma il distributore del film spinse perché il titolo, ostico, venisse cambiato. Così venne reintitolato The Evil Dead. In Italia, invece, il pubblico l’ha amato con il lugubre nome de La casa (1983). Basta infatti leggere la filmografia di Paul W. Anderson per rendersi conto della sua competenza in materia. Ciò che colpisce negativamente è l’involontario clima da B movie che pervade il film e contrasta palesemente con il budget (65 milioni di dollari) messo a disposizione dalla produzione.

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