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Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste.

Membro della giuria del Festival di Cannes, è nominata al Tony Award per il ruolo di Martha ne “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, ricalcando ancora una volta un ruolo che fu cinematograficamente della Taylor. Oggi, fra una puntata di Law Order I due volti della giustizia (2006) e una di Nip/Tuck (2006) cerca di curare una grave forma di reumatismi. Quel torrido erotismo che ha irradiato nel mitico Brivido caldo, si è spento.

Ma Castellitto sarà lui stesso diretto da Tornatore ne L’uomo delle stelle (1995), che farà vincere al regista un Nastro d’Argento e un David di Donatello come migliore autore, nonché un Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia (senza contare una candidatura per la miglior sceneggiatura). Un altro David di Donatello lo aspetta per il toccante kolossal La leggenda del pianista sull’oceano (1998) che gli varrà anche il David di Donatello conferito dai ragazzi e due Nastri d’Argento (regia e sceneggiatura). Nel 2000, arriva la silenziosa Malèna che lancia definitivamente Monica Bellucci in un film che si aggiudica una candidatura ai BAFTA, ma che rimane (ahinoi) troppo sottovalutato.La carriera di produttoreCome produttore, Tornatore finanzia la pellicola sarda Il figlio di Bakunin (1997) di Gianfranco Cabiddu con Fausto Siddi, Renato Carpentieri, Laura del Sol, Massimo Bonetti, Paolo Bonacelli, Luigi Maria Burruano, Simona Cavallari e Nicola Di Pinto, seguito da Il manoscritto del principe (2000) con Jeanne Moreau che gli frutta un nuovo Nastro d’Argento per la migliore produzione.

A partire dal ‘gioco’ tra Franz e Arthur che fingono una sparatoria alla Billy the Kid che anticipa quanto accadrà più avanti. Ancora una volta poi Godard si dimostra abile nell’offrire alla sua protagonista femminile una scena in cui possa emergere. Anna Karina, alla sua quarta prova con Godard e all’epoca sua moglie e musa ispiratrice, rifulge nella scena della lezione di inglese in cui sa mostrare con il solo sguardo si possa sedurre, sullo schermo e nella realtà.

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