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Fino a che un’operazione alla gola non lo privò di una delle sue qualità migliori (la pastosa voce napoletana), Giuffré fu uno dei più sicuri valori in tv, alla quale si dedicò stabilmente negli anni Sessanta, dopo una lunga, ma splendida gavetta nella compagnia di Eduardo De Filippo (dove aveva debuttato assieme al fratello Carlo). Il grande mestiere gli permise di passare dalla commedia più disimpegnata (le avventure giallo rosa di Laura Storm) alla tragedia classica (Macduff in “Macbeth”), dal dramma moderno (il regista di “La ragazza di campagna”) a quello in costume (don Pedro in “Mariana Pineda”, Corina in Antonello capobrigante). Ha partecipato anche a originali sceneggiati televisivi, tra cui La figlia del diavolo.

Adattamento della pièce (forse) più celebre di Tennessee Williams, Un tram che si chiama Desiderio segna l’irruzione delle pulsioni nell’universo fino a quel momento inflessibilmente misurato dei conflitti sentimentali hollywoodiani. Dopo averla portata in scena a Broadway per due anni, Elia Kazan la traspone sullo schermo rispettando il découpage della versione letteraria, undici scene raccordate da dissolvenze incrociate e dissolvenze in nero. I chiaroscuri espressivi isolano i corpi e i sentimenti dei tre protagonisti accomodati in un interno, in cui si scontrano due concezioni diametralmente opposte: il vecchio Sud idilliaco e agreste incarnato da Blanche e il modernismo brutale e urbano impersonato da Stanley..

Dotato comunque di una grande ironia, partecipa a un concorso per giovani attori di talento, classificandosi 4 e la sua performance attira l’attenzione di un agente, Nigel Klarfeld della Gagged Bound Comedy Ltd. Che lo invita a Edimburgo e dove lo inserirà nello spettacolo “Pablo Diablo’s Cryptic Triptych” con il ventriloquo Mark Felgate e il comico anglo iraniano Shappi Khorsandi. A quel punto, viene notato da MTV che lo invita a lavorare con loro come VJ, mettendolo alla conduzione di “Dance Floor Chart” e successivamente del programma “Select”, ma verrà licenziato in tronco quando, il giorno dopo l’attacco dell’11 settembre 2001, andrà a lavorare travestito da Osama bin Laden.

Ci sono anche un tirannosauro, un brontosauro, due scalatori, una mamma che allatta, una zebra e una giraffa, una cavalletta. Non mancano le rappresentazioni del cibo: si va dai broccoli alla noce di cocco, passando per la scatola di noodle cinesi, un biscotto della fortuna e un raviolo al vapore. Tra i nuovi smiley spicca quello con la sopracciglia alzata, detta anche “Colbert face”, perché richiama una delle tipiche espressioni facciali del comico americano Stephen Colbert..

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